Perchè vincendo i Fratelli Musulmani hanno comunque (in parte) perso

Settimane convulse in Egitto.

La questione dell’Assemblea Costituente. Lo scontro vertici militari dello SCAF vs. Fratelli Musulmani. E, soprattutto, la possibilità che decidessero di presentare un proprio candidato alle elezioni presidenziali. Contrariamente a quanto annunciato e ribadito da un anno a questa parte. 

Invece di candidare Katatni, come si rumoreggiava all’inizio, la Fratellanza ha infine optato per Khaiter el-Shater. L’uomo forte che vi consigliavo di tenere d’occhio

Sul perché i Fratelli Musulmani abbiano deciso di rivedere la propria decisione e presentarsi alle elezioni con un proprio uomo [e che uomo!] trovate in giro parecchie analisi e interpretazioni (tipo quella dell’Arabist e quella di Mark Lynch).

Riassumo due punti ricorrenti. Il primo si concentra su fattori “sistemici”, legati al contesto delle opportunità e all’equilibrio dei poteri nel panorama politico egiziano. 

Il secondo, invece, sottolinea come la mossa dei Fratelli sia una “Zugzwang”, una mossa obbligata.

In fondo, però, aggiungo una mia considerazione sul perché proprio Shater e non un altro.

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Di “Chicken Game” e Pollo Bruciato… Ma Anche Di Insurgency Nel Sinai

Con la promessa di postare delle versioni leggermente più lunghe e esplicative di quello che intendo al di là dei vincoli imposti dalle redazioni..

Oggi trovate due miei articoli su Europa Quotidiano e Lettera43.it

Il primo è sullo scontro in atto tra Fratelli Musulmani e SCAF… subito dopo la guerra di comunicati dei giorni scorsi, ero stato molto dubbioso nell’etichettare il tutto come uno “showdown” tra militari e islamisti per la presa del potere… O meglio, mi sembrava molto strano perchè non è nel modo di agire e di pensare della Fratellanza lo scontro duro e diretto. Soprattutto, i FM costruiscono lentamente, spesso nell’ombra e sono assolutamente restii a rischiare tutto in una volta sola.

Se hanno attaccato lo SCAF, ci deve essere alla base una forte difficoltà interna che li ha spinti a farlo… e nonostante lo scontro si sia inasprito, sono ancora convinto che sia stato così. I Fratelli forse ingenuamente non si aspettavano una risposta dura dei generali o forse volevano semplicemente mettere in mostra i muscoli per superare l’impasse nelle negoziazioni che conducono da mesi sul nuovo assetto del paese e sul nome del presidente.

Non a caso, secondo me, il nome di Omar Suleyman è spuntato poco prima che scoppiasse il casino.

Quindi credo che lo scontro possa essere diventato una faccenda seria, ma lo vedo più come un “chicken game”, un gioco del fifone in cui entrambe le parti si mostrano agguerriti e determinati sperando che l’altro si fermi prima. I Fratelli minacciano, ma con molta cautela. E infatti ieri (mentre scrivevo il pezzo) hanno fatto filtrare la notizia di voler presentare Katatny come candidato ufficiale… senza aver confermato (se seguite i loro account twitter trovate tutti gli statement ufficiali nel giro di secondi solitamente) e avendo, anzi, dichiarato di voler aspettare la prossima settimana.

Credo quindi alla teoria di una difficoltà interna della Fratellanza che (unita a quella di un accordo con i militari o forse causa del disaccordo stesso) ha fatto scoppiare un confronto non così tanto voluto, ma al quale non ci si può sottrarre ora.

Il secondo articolo, invece, è sul Sinai e sui beduini.. forse per questo servirà un post più lungo, perchè purtroppo ho dovuto molto semplificare la questione trattandosi di un articolo apparso su un quotidiano online (la gente si stufa a leggere troppo e cose troppo dense… come forse voi che state già dormendo arrivati a questo punto…)

Quello che conta è sottolineare i decennali problemi di sottosviluppo. O, meglio, di “de-sviluppo”. Termine che un Console una volta mi disse di non utilizzare perchè faceva venire il sangue al naso a chi lo leggeva… ma accanto al Sinai del turismo e dei resort c’è quello de-pauperato da anni di abbandono sistematico da parte dello stato egiziano per motivazioni politiche e razziali. Anche nel quadro della lotta al terrorismo, i beduini sono stati associati (erroneamente in realtà) ad al qaeda, in una confusione che ha favorito la repressione delle loro richieste…

Arab Underground Music

I knew this was going to be addictive… I always forced myself to stay away from 8tracks because I knew it… I knew it was too dangerous for someone like me, who spent afternoons editing cds and compilations and used to make weird dj-sets at university with his friends… 

However, I thought you might be interested in a mix (10 songs) with some of the best Arabic music I listen to… I mean, no Um Kalthoum, Feyruz and Marcel Khalife. Not even Rachid Taha (go to his concerts! it is way too fun!!) 

I do respect and like classical arabic music…

But I created this blog to mediate between me sitting on the edge of the Arab world and you there outside. To try to make you understand that the Arab world is not just debke and belly dance… There is some pretty cool stuff as well.

So here you have a selection of Lebanese, Palestinian and Egyptian music. The soft tunes of Khaled Mouzanar, the Lebanese Trip Hop of Soap Kills, the most known Lebanese alt-pop band around, Mashrou3 Leila, the singer of the Egyptian revolution Ramy Essam, Palestinian Hip Hop by Ramallah Underground (and members Boikutt and Stormtrap), Egyptian Hip Hop by Egy Lions Family.

Enjoy it!

Aspettando i lacrimogeni [sperando non arrivino, ma so che a VOI piacciono] e la “ciccia” politica [campagna elettorale per le presidenziali, costituzione e tante altre belle cose sui “rivoluzionari” e sui “fratellini” su cui sto lavorando] ecco il mio ennesimo pezzo sui Copti e Shenouda uscito su Lettera43.it

Lo so, non ne potete più.. e forse neanche io.. ma vi prometto che è QUASI l’ultimo pezzo su di loro… [c’era in progetto un reportage per un quotidiano, motivo per il quale mi sono interessato così tanto ai cristiani ultimamente] 

Sto anche pensando di lanciare un esperimento “social”, per cui se c’è qualcuno in ascolto che ha delle richieste per qualche pezzo o qualche cosa di cui vorrebbe sapere di più si faccia pure avanti nei commenti o mi scriva su twitter.. 

Papa Shenouda: Se I Copti Si Sentono Insicuri

Papa Shenouda III, Patriarca della Chiesa Ortodossa Copta di Alessandria, si è spento Sabato sera all’età di 88 anni. I cristiani si sono riversati nel distretto cairota dell’Abbasiya per salutare l’unico Papa che la maggior parte di loro abbia mai conosciuto. Vestiti a lutto e con le lacrime agli occhi, donne e uomini hanno tentato di entrare nella Cattedrale in cui era stato esposto il corpo di Shenouda. Tra misure di sicurezza inadeguate data la foga dei fedeli – sabato sera gli uomini potevano entrare solo mostrando il tatuaggio con la croce sul polso, mentre già domenica il flusso era incontrollabile – i presenti si sono accampati all’esterno della chiesa, tentando di scalare muri e alberi per guadagnare posizioni. Molti anche i musulmani che rendevano omaggio rispettosamente a Papa Shenouda o esprimevano vicinanza agli amici cristiani. La folla era talmente vasta che le stazioni della metro attorno alla Cattedrale erano inagibili e, purtroppo, nella serata di Domenica quattro persone sono morte per soffocamento.

Papa Shenouda III era stato eletto nel 1971 come 117esimo Patriarca, governando per oltre quaranta anni su una comunità cristiana che conta quasi dieci milioni di fedeli, la più grande del Medio Oriente.

Una figura tanto carismatica e rispettata quanto controversa. Non solo guida spirituale, ma anche fine uomo politico. Negli anni ’70, all’inizio del suo pontificato, aveva lanciato una dura battaglia contro l’ex-presidente Sadat, conclusasi con un decreto presidenziale che nel 1981 lo aveva “detronizzato”. Costretto all’esilio “interno” nel Monastero di San Bishoy – dove verrà seppellito nella giornata di oggi – ha saputo ricucire abilmente i rapporti con il nuovo presidente Mubarak, tornando ufficialmente a capo della comunità nel 1985.

Negli ultimi anni il suo attivismo sulla scena pubblica era proseguito, tracciando un sottile confine tra politica e spiritualità. Bilanciando opportunamente e “machiavellicamente” interessi e posizioni.

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