Con la promessa di postare delle versioni leggermente più lunghe e esplicative di quello che intendo al di là dei vincoli imposti dalle redazioni..
Oggi trovate due miei articoli su Europa Quotidiano e Lettera43.it
Il primo è sullo scontro in atto tra Fratelli Musulmani e SCAF… subito dopo la guerra di comunicati dei giorni scorsi, ero stato molto dubbioso nell’etichettare il tutto come uno “showdown” tra militari e islamisti per la presa del potere… O meglio, mi sembrava molto strano perchè non è nel modo di agire e di pensare della Fratellanza lo scontro duro e diretto. Soprattutto, i FM costruiscono lentamente, spesso nell’ombra e sono assolutamente restii a rischiare tutto in una volta sola.
Se hanno attaccato lo SCAF, ci deve essere alla base una forte difficoltà interna che li ha spinti a farlo… e nonostante lo scontro si sia inasprito, sono ancora convinto che sia stato così. I Fratelli forse ingenuamente non si aspettavano una risposta dura dei generali o forse volevano semplicemente mettere in mostra i muscoli per superare l’impasse nelle negoziazioni che conducono da mesi sul nuovo assetto del paese e sul nome del presidente.
Non a caso, secondo me, il nome di Omar Suleyman è spuntato poco prima che scoppiasse il casino.
Quindi credo che lo scontro possa essere diventato una faccenda seria, ma lo vedo più come un “chicken game”, un gioco del fifone in cui entrambe le parti si mostrano agguerriti e determinati sperando che l’altro si fermi prima. I Fratelli minacciano, ma con molta cautela. E infatti ieri (mentre scrivevo il pezzo) hanno fatto filtrare la notizia di voler presentare Katatny come candidato ufficiale… senza aver confermato (se seguite i loro account twitter trovate tutti gli statement ufficiali nel giro di secondi solitamente) e avendo, anzi, dichiarato di voler aspettare la prossima settimana.
Credo quindi alla teoria di una difficoltà interna della Fratellanza che (unita a quella di un accordo con i militari o forse causa del disaccordo stesso) ha fatto scoppiare un confronto non così tanto voluto, ma al quale non ci si può sottrarre ora.
Il secondo articolo, invece, è sul Sinai e sui beduini.. forse per questo servirà un post più lungo, perchè purtroppo ho dovuto molto semplificare la questione trattandosi di un articolo apparso su un quotidiano online (la gente si stufa a leggere troppo e cose troppo dense… come forse voi che state già dormendo arrivati a questo punto…)
Quello che conta è sottolineare i decennali problemi di sottosviluppo. O, meglio, di “de-sviluppo”. Termine che un Console una volta mi disse di non utilizzare perchè faceva venire il sangue al naso a chi lo leggeva… ma accanto al Sinai del turismo e dei resort c’è quello de-pauperato da anni di abbandono sistematico da parte dello stato egiziano per motivazioni politiche e razziali. Anche nel quadro della lotta al terrorismo, i beduini sono stati associati (erroneamente in realtà) ad al qaeda, in una confusione che ha favorito la repressione delle loro richieste…